28.11.06

Trento - La guerra continua ad esserci. E il movimento pacifista?

Martedì 28 novembre 2006 - ore 20.30
presso il CSA Bruno, parcheggio ex Zuffo, uscita tang. e A22 Trento centro

In preparazione alla manifestazione del 2 dicembre a Vicenza contro le servitù militari e l’aeroporto Dal Molin parliamo della situazione del movimento pacifista, sia a livello nazionale che trentino.

Ne discutiamo con:

Vilma Mazza (Radio Sherwood - Ass. Ya Basta Padova)
Francesco Pavin (Assemblea cittadina contro la nuova base militare - Vicenza)

primo piano:
Il 2 dicembre tutti a Vicenza. No alla guerra! No alle servitù militari!
Partenza stazione FS di Trento ore 9.45

25.11.06

La guerra c’è, e i pacifisti trentini?

Nel pomeriggio di oggi una quarantina di militanti del CSOA Bruno ha simbolicamente chiuso l’entrata della sede del Forum per la Pace Trentino (un’emanazione del Consiglio provinciale) con uno striscione che riportava "la guerra c’è e i pacifisti?" per segnalare che negli ultimi mesi le assocazioni che lo compongono osservano un prudente silenzio sulla guerra e sul rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero forse per non alterare i già fragili equilibri all’interno del centro sinistra o forse perchè abbagliati dall’idea che un “governo amico” non può essere contestato.
L’iniziativa ha voluto anche riparlare alla città della guerra invitando tutte le persone, che non accettano di rimanere in silenzio di fronte all’orrore quotidiano, ad essere il 28 novembre alle 20.30 al Centro Sociale Bruno per una serata di discussione sulle prossime mobilitazioni contro la guerra e a partecipare il 2 dicembre a Vicenza alla manifestazione per dire NO all’aeroporto militare Dal Molin.

leggi il volantino: "La guerra continua ad esserci. E il movimento pacifista?"
galleria d’immagini
vedi l’appuntamento del 28 novembre al CSA Bruno

23.11.06

dal Trentino del 23.11.'06: «La Provincia non combatte il lavoro nero»

Nel primo incontro della serie organizzata da Aps Officina Sociale una prima analisi sul fenomeno del caporalato in Trentino
L’accusa di Rapanà: «Ma anche i sindacati sono in grave ritardo»
Svetlana Turella: «Legare il permesso di soggiorno alla durata del lavoro rende più debole lo straniero»

TRENTO. Il Trentino non sarà come la Puglia ma per Antonio Rapanà, dell’ufficio stranieri della Cgil, «qui non si è fatto abbastanza per gli immigrati». Di più. «La Provincia è in gravissimo ritardo sia sulle politiche di accoglienza che nel combattere il lavoro nero. Non ha progetti nonostante vengano spesi molti soldi». Ma il sindacalista non si chiama fuori. «Anche i sindacati hanno le loro responsabilità. Si è perso il controllo dell’organizzazione del lavoro nelle sue trasformazioni». La serata è di quelle inaugurali. Al centro sociale autogestito “Bruno” del piazzale ex Zuffo prende il via un ciclo di incontri su questioni scottanti: “I percorsi dell’orso”.

E si inizia, promosso da Aps Officina sociale, con la “mela marcia” sui recenti casi di caporalato in Trentino. Invitato, insieme a Rapanà e all’avvocato Svetlana Turella del foro di Rovereto, era Fabrizio Gatti dell’Espresso, autore di molte inchieste sugli immigrati e l’immigrazione. Ultima in ordine di tempo quella pubblicata a settembre sul settimanale: una settimana con i raccoglitori di pomodori in Puglia, tra caporali e padroni spietati. Il giornalista non è riuscito a partecipare ma radio Sherwood lo ha sentito e l’intervista ha preceduto gli interventi del sindacalista e dell’avvocato. «Insomma abbiamo scoperto che il caporalato c’è anche in Trentino» afferma. E continua: «E sì che pochi giorni dopo l’uscita del reportage alcuni vostri imprenditori avevano detto che lì da voi è tutto a posto». Gatti paragona l’Italia al Sudafrica dell’apartheid. «Come là per i neri, considerati stranieri, anche qui l’immigrato che perde il lavoro viene espulso. Ci vuole un movimento di pensiero per dire forte che il diritto di cittadinanza è il diritto ad esistere. Tutte le persone che vivono in Italia hanno diritto alla loro dignità. Per questo va fatto un intervento strutturale sulla legge Bossi-Fini». «Sono sconcertato - aggiunge Rapanà - per lo scalpore causato dai recenti casi di caporalato in Trentino. Non c’è proprio nulla di cui stupirsi perché lo si sapeva. Le violenze sono più diffuse di quanto si possa pensare. Qualche esempio? In un ristorante di Trento un vicecuoco voleva andarsene in ferie. Ok gli ha detto il ristoratore ma ti trovi un sostituto e te lo paghi. So poi di uno straniero che aveva delle bancarelle a Trento e Rovereto. Ha chiuso l’attività e fa il caporale, a 5000 euro a botta». «Legare il permesso di soggiorno alla durata del lavoro, come previsto dalla legge - ha affermato Svetlana Turella - rende lo straniero ancora più debole. Non è pensabile che si vada avanti così anche perché la discrezionalità delle questure sui rinnovi è assai ampia. Denunciare le proprie condizioni di sfruttamento, come sta avvenendo adesso a Rovereto dopo che sono scoppiati i casi di caporalato, può portare all’espulsione perché non c’è una legge che tuteli queste situazioni. In questo caso penso che si vada verso una concessione di “permessi di attesa all’occupazione”. Adesso c’è un disegno di legge governativo che però deve fare tutto il suo iter». «E’ necessario - conclude Rapanà - che i permessi di soggiorno abbiano una durata maggiore, che non siano legati al lavoro e che al centro ci sia la lotta al sommerso. Sinceramente, però, non sono ottimista».

20.11.06

I percosi dell'orso (tra migranti, guerra e precarietà)

C'è un orso ribelle, che detesta i confini e le gabbie perché ama la libertà.
E' Bruno, un orso metropolitano che si spinge fino "a valle" guidato dalla voglia di conoscere e trasformare l'ambiente che lo circonda.
Bruno insegue le tracce sporche dello sfruttamento e dell'ingiustizia, alla ricerca di luoghi che sappiano produrre nuove alternative di vita.
I percorsi di Bruno sono le orme di un movimento che dice no alle guerre e alle ingiustizie sociali, che è sempre vicino agli ultimi e agli invisibili, che denuncia le devastazioni ambientali, che libera cultura e conoscenze, che si interroga, discute e, soprattutto agisce, creando pratiche disobbedienti e conflittuali.
E' da queste basi che nascono i "percorsi dell'orso": parole che producono azioni, azioni che producono parole.

Lunedì 20 novembre 2006_ore 20.30 (a cura di Aps Officina Sociale)

Mela marcia
Sfruttamento dei lavoratori migranti nel lavoro stagionale di raccolta delle mele

Ne parliamo con:
- Aps Officina Sociale
- Antonio Rapanà (Ufficio stranieri Cgil del Trentino)
- Svetlana Turella (avvocatessa del Foro di Rovereto)
Introdurrà il dibattito una riflessione di Fabrizio Gatti, giornalista dell'Espresso, autore del reportage sulla raccolta dei pomodori in Puglia.

primo piano:
Immigrati sfruttati nella raccolta mele
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next:

Martedì 28 novembre 2006_ore 20.30
La guerra continua a esserci, e il movimento pacifista?
In preparazione alla manifestazione del 2 dicembre a Vicenza contro le servitù militari e contro la guerra

Ne parliamo con:
- Vilma Mazza (Associazione YaBasta - Padova)
- Francesco Pavin (Assemblea cittadina contro la nuova base militare - Vicenza)

primo piano:
Appello per una manifestazione nazionale contro le servitù militari e la guerra ---------------------------------------------------------------------------------------

Giovedì 7 dicembre 2006_ore 20.30

"Lavoro. Vecchio e nuovo sfruttamento"
ed. Punto rosso - Carta, 212 pagine
Presentazione del nuovo libro di Andrea Fumagalli.
Sarà presente l'autore

18.11.06

Vile aggressione neonazista a Radio Sherwood

Il CSA Bruno, Officina Sociale, Rete Studenti_Trento e tutti i compagni/e di Trento esprimono la loro solidarietà a Radio Sherwood dopo l’aggressione della scorsa notte. Siamo vicini, come in ogni altro momento, ai compagni e alle compagne di Padova. Oggi più che mai, in un periodo nel quale le aggressione di stampo nazifasciste - legittimate da un’amministrazione silenziosa e colpevole - sono all’ordine del giorno, ci stringiamo attorno a loro.


Un abbraccio da Trento.

Primo piano:
Aggressione neonazista a Radio Sherwood. Un’aggressione alla libertà di informazione
Comunicato Ass.ne Stampa di Padova e il Sindacato dei Giornalisti del Veneto
Attestati di solidarietà
Solidarietà operatori dell’informazione
Solidarietà partiti e sindacati di base

Per contatti e messaggi di solidarietà:
redazione@sherwood.it | 049.8752129

10.11.06

Festa mesta

da http://buldra.splinder.com/

La notte di Halloween, insieme ad altri loschi figuri trentini, ho fatto il giro delle feste (di Halloween appunto) della mia città. Ovvero Trento. Pur non avendo mai vissuto al di fuori di essa, io come molti miei consimili, mi sono sempre lamentato della scarsità di verve delle serate atesine. Mi sono sempre lamentato (ci siamo sempre lamentati), un po’ a sproposito, visto che nessuno di noi si è mai adoperato per cambiare la situazione o emigrare in altri posti.
Ma quello che è successo il 31 di ottobre è diverso. Perché il 31 di ottobre, nel mio animo, ho avuto la prova che le lamentele erano giuste, e che le serate trentine sono sempre sottotono. Anzi, mi correggo, fanno cagare.
La gente è in media più triste che in altri posti, e le sbronze sono in media più moleste che in altri posti. Gli orari sono più mesti che in altri posti e i locali sono anch’essi più mesti. Ma soprattutto, il giovane trentino medio è più mesto degli altri giovani italiani medi.
Ho le prove. E l’ho percepito. Precisamente quando all’una di notte, il dj-merda di turno, infilava l’ennesimo disco anni ’80 tamarro in un locale di bikers con venti persone dentro, di cui tre pseudo-fighe vestite come delle baldracche, attorniate da un campione altamente rappresentativo di abitante atesino medio. Volevo essere da tutt’altra parte insieme ai miei amizzi. Tipo come quando eravamo in Puglia con il Fradicio. Ad ingrassare e a bere otto mojitos e un litro di bianco a testa. Ricordi Fradicio? Io pesavo almeno quindici chili in più, e tu hai rischiato di affogare.
Comunque, chiedo venia se ho urtato la sana e dignitosa trentinità dei trentini, e chiedo scusa anche alla metà trentina di me stesso. Che poi non è una questione di qualità di divertimento o di orari o di tipo di attività. È proprio l’atmosfera delle feste trentine ufficiali e delle serate trentine che è mesta. È una cosa intrinseca. O forse sono io che sono mesto e triste dentro e me la meno troppo.
Ed è per questo che, accolgo l’appello giuntomi in quel del Caribe, e mi levo il cappello ad interim, ai creatori di BRUNO. E alla faccia mesta di Alberto Pacher.

8.11.06

Verso il 17 nov.: Organizziamoci contro la finanziaria di guerra

Appello agli studenti, agli insegnanti, a tutto il mondo della scuola

Ascolta il contributo di Nicola della Rete degli Studenti di Trento

La finanziaria 2007, proposta dal governo di "centrosinistra", è una legge che aspettavamo come una svolta concreta nel modo di gestire i soldi pubblici rispetto a quanto impostoci negli ultimi anni dalla destra berlusconian-fascista.

Questa legge e questo governo invece ci stanno deludendo: gli stessi che fino a pochi mesi fa erano in piazza con noi contro i conflitti in Afghanistan e in Iraq, contro la riforma moratti, contro la precarietà, ora che sono al governo finanziano la guerra, nel gestire la scuola portano avanti le politiche "berlinguer-morattiane" e non danno risposte concrete alla questione della precarietà.

La guerra in Afghanistan si sta dimostrando sempre più per quello che è, cioè una guerra di occupazione, eppure da pochi mesi a questa parte per tanti "centrosinistri" è diventata una guerra "giusta": la scorsa settimana sono morti 85 civili sotto i bombardamenti "giusti" della NATO.
La guerra diventa, con questo governo di paciFINTI, qualcosa di accettabile, su cui è necessario puntare per non rimanere "fuori dal giro": infatti con quello che hanno deciso di spendere per inventarsi un nuovo supercaccia bombardiere si potevano costruire una cosa come 100 (CENTO!) scuole ogni anno.
A proposito di scuola, il Trentino è da alcuni anni la lente di ingrandimento della realtà nazionale: come l'assessore Salvaterra sperava la riforma moratti non è stata abrogata, anzi man mano che entra in vigore ci si inventano nuovi "optional" con cui farla subire a studenti e insegnanti, dai registri elettronici che segnalano a casa TUTTO sullo studente,all'aumentare sproporzionato delle ore di stage. Tutto è in linea con il progetto di destra di una scuola organizzata come un'azienda; tutto è in linea con la "legge-quadro" sulla scuola (che abbiamo sempre criticato) fatta approvare in agosto da Salvaterra.
Il 17 novembre è la giornata mondiale del diritto al sapere, all'istruzione e alla formazione.
Come non abbiamo accettato e ci siamo opposti alle proposte indecenti della allora ministro moratti e della destra, alla corsa assoluta verso la scuola-azienda-privata, ci opponiamo adesso a chi ci vuole prendere in giro per non cambiare niente, a quelli secondo cui, in fondo, le cose vanno bene come stanno.

In questa giornata vogliamo riprendere la parola come studenti, senza delegare le nostre idee a partiti di cui non ci fidiamo più.
Il 17 novembre saremo in piazza contro qualsiasi finanziaria di guerra, contro la devastazione della scuola, perchè siamo studenti!

assemblea organizzativa delle mobilitazioni
mercoledì 8 novembre h.16.00 C.S.A. Bruno [piazzale ex Zuffo_autobus NP dalla regione]

Student's party Drum'n Bass verso lo sciopero generalizzato
sabato 11 novembre dalle 21.00 C.S.A. Bruno

venerdì 17 novembre corteo antifinanziaria antisfiga
h.8.15 davanti al Liceo DaVinci, Trento

GENERALIZZIAMO LO SCIOPERO CONTRO LA GUERRA
RIPRENDIAMOCI IN MANO LE SORTI DELLA SCUOLA


ReteStudenti_Trento
Rete degli Studenti Ribelli


x info

studenti_trento@yahoo.it
globalproject.info

Speciale verso il 17 novembre:
Il 17 Novembre sciopero generale contro il governo Prodi e la finanziaria di precarietà e guerra

Appello degli studenti medi alla generalizzazione dello sciopero della scuola del 17 Novembre

Comunicato Area condivisa della disobbedienza sociale in merito alla giornata del 4 novembre e verso lo sciopero del 17

Riflessioni verso lo sciopero generalizzato del 17 Novembre

Comunicato Contro la precarietà! Chiudere i CPT ora!

Speciale il 4 novembre e "l’altro" movimento