10.12.06

dal Trentino del 10.12.'06 - «Ex Zuffo, vi raccontiamo i nostri primi 2 mesi»

L’occupazione prosegue fra dibattiti e concerti. Lo sgombero? «Decisi a rimanere»

TRENTO. «Passata l’infatuazione, l’innamoramento folle dei primi giorni, è sbocciato un amore che si consolida giorno dopo giorno». Così gli occupanti dell’ex Zuffo, i fondatori del centro sociale autogestito «Bruno» riassumono i primi due mesi di occupazione che hanno festeggiato ieri sera con una bicchierata anche se l’«anniversario» è oggi. Sessanta giorni intensi durante i quali lo stabile abbandonato è cambiato e non poco e ora si preparano gli appuntamenti di gennaio.
Allo sgombero (sempre possibile) non ci pensano. «Più tempo restiamo qui dentro - spiega Stefano Bleggi - più diventa difficile spiegare lo sgombero, la chiusura di un luogo dove si stanno facendo molte attività dalla politica alla musica e che sta diventando sempre più un punto di riferimento per tante persone». E’ un vero e proprio cantiere quello che si installato sotto il viadotto della Gardesana. Non solo per i lavori in corso che stanno trasformando il vecchio edificio in una struttura organizzata e colorata, ma anche per gli appuntamenti che sono stati preparati. «Il prossimo incontro importante - racconta ancora Bleggi - è per domenica prossima con un seminario che durerà l’interno pomeriggio. Il titolo è “Autoktoni, atto primo”. Si parlerà di prodotti e di territorio e la speranza è che sia solo la prima puntata di una serie di incontri. Ci sarà Walter Nicoletti a moderare e interverranno Walter Micheli, Eugenio Rosi, Gigi Calliari, Vittorio Cristelli, Mario Poier, Giuseppe Baldessari e tanti altri. Dopo il dibattito, la degustazione. Giovedì ci sarà [c’è stato ndGP]
l’appuntamento con Sandro Schmid per parlare di lavoro e ancora tante altre cose. Per noi è un passo importante vedere che anche persone diverse trovino normale venire all’ex Zuffo per trattare argomenti importanti». E poi ci sono gli incontri musicali e il calendario di gennaio che sta già prendendo forma. «Cominceremo il 6 gennaio con una dieci giorni - spiega ancora Stefano Bleggi - all’insegna degli appuntamenti. Ci sarà il cinema, il teatro, l’incontro con la lettura e tante altre cose che stiamo ancora preparando». E se vi sgomberano? «Stiamo pensando a troppe cose, organizzando troppi appuntamenti per rinunciarci. Siamo decisi - dice ancora Bleggi - a rimanere. Queste settimane sono state molto intense e molto impegnative ma quello che stiamo facendo ci sta dando tanto e c’è sempre più gente che passa qui per la serata di dibattito o per il concerto. Non possiamo rinunciare a questo». E fervono anche i lavori. Dopo il bar e la prima stanza - dipinta tutta di rosso - si sta ristrutturando un secondo spazio al primo piano dove domina il colore giallo. Al piano superiore, invece, si sta allestendo una sorta di ufficio dove è già garantito il collegamento internet. Continuano a mancare gli allacci all’elettricità e all’acqua ma sono state trovate delle alternative. «Il Comune non ci ha lasciato nemmeno prendere i bidoni per la raccolta differenziata. E a questo noi ci teniamo». Ecco l’argomento duro: i rapporti con l’amministrazione. «Non c’è stato nessun contatto - spiega ancora Bleggi - ma abbiamo letto il documento della circoscrizione di Piedicastello e non vediamo l’ora di incontrarli. E’ bello sapere che loro non hanno criminalizzato la nostra occupazione mentre in un’intervista Pacher ci ha definiti un problema di ordine pubblico. Non lo siamo. Siamo un punto di aggregazione, di confronto e di partecipazione. Proprio quello che lui ha sempre decantato e sostenuto».
MARA DEIMICHEI

7.12.06

Presentazione del libro: Lavoro. Vecchio e nuovo sfruttamento

Giovedì 7 dicembre 2006_ore 20.30
presso il CSA Bruno, parcheggio ex Zuffo, uscita tang. e A22 Trento centro


"Lavoro. Vecchio e nuovo sfruttamento"
ed. Punto rosso - Carta, 212 pagine

Presentazione del nuovo libro di Andrea Fumagalli

Ne discutiamo con:
Andrea Fumagalli – docente di economia politica all’Università di Pavia
Sandro Schmid –
opinionista del Trentino

da www.carta.org
Il romanzo del lavoro
Giuliano Santoro

Mentre nel dibattito nei movimenti ci si accapiglia tra "sviluppasti" e "antisviluppisti" e tra "reddisti" e "salaristi", ecco un contributo utile a dirimere nodi teorici e ad affrontare urgenze politiche. Si tratta del saggio di Andrea Fumagalli "Lavoro. Vecchio e nuovo sfruttamento" (Punto rosso/Carta, 212 pagine), che il prossimo 28 ottobre, sarà allegato a Carta con 7 euro (più il prezzo del settimanale). Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia, ha scritto numerosi saggi sulle nuove forme di lavoro (ricordiamo, tra gli altri, "Il lavoro autonomo di seconda generazione", insieme a Sergio Bologna, e "Tute bianche, disoccupazione di massa e reddito di cittadinanza", con Maurizio Lazzarato), e da anni partecipa alla costruzione dei movimenti precari europei, a partire dalla MayDay, tentando di immaginare nuove forme di welfare adeguate alla composizione sociale del lavoro dopo il fordismo. Questa volta, ricostruisce in maniera chiara ma dettagliata la vicenda storica del lavoro nel corso del Novecento. Il racconto procede per rotture, perché, spiega Fumagalli, le forme di organizzazione del lavoro di volta in volta si costituiscono sulla base della crisi di quelle precedenti. Se questo saggio fosse un romanzo, insomma, il protagonista non sarebbe "il capitalismo" o "la struttura economica" (come purtroppo accade in tanta pubblicistica "di sinistra"), ma i lavoratori, perché la "crisi" periodica che impone il cambiamento è spesso determinata da lotte, conflitti, sabotaggi. Da questo punto di vista, ogni fase è figlia dei conflitti precedenti. Attraverso un’analisi interdisciplinare, che mette insieme la macroeconomia, la storia dei movimenti, la filosofia dei post-strutturalistri, l’inchiesta operaia e la sociologia del lavoro, si parte a cavallo della bestia selvaggia del lavoro negli Stati uniti degli anni venti e dalle rivendicazioni degli Industrial workers of the world. Si tratta degli anni del rifiuto del passaggio dall’operaio di mestiere a quello di fabbrica, che citando Foucault, Fumagalli definisce questa transizione come "disciplinamento". Ciò comporta tensioni sociali altissime, che culmineranno nel crollo di Wall Street, del 1929. Quindi, al modello taylorista, si affiancherà fordista e keynesiano, che durerà fino all’insubordinazione operaia degli anni settanta. Il 1975 segna l’inizio della fine della egemonia della grande fabbrica, cui si accompagnano l’abbandono delle politiche di ridistribuzione della ricchezza e di incremento della spesa pubblica. Fumagalli traccia così la netta continuità tra il decreto Craxi sulla Scala mobile del 1984 e la legge 30 del governo Berlusconi: venti anni di politiche neoliberiste che hanno flessibilizzato il salario e precarizzato il lavoro. Un disegno, questo, che mira sempre più ad individualizzare il rapporto lavorativo, e che stride con le caratteristiche sociali, comunicative e basate sui saperi delle nuove forme di produzione. Ciò avviene su un tessuto produttivo strutturalmente flessibile, caratterizzato da elevato decentramento e fondato su una dimensione d’impresa molto limitata (più della metà della media europea). Ne consegue che in Italia, la quota di lavoro autonomo è più che doppia rispetto all’Europa o agli Stati uniti e che il numero dei lavoratori a cui può essere applicato lo Statuto dei lavoratori è inferiore al 30 per cento dell’intera forza-lavoro. La filosofia della legge 30, spiega Fumagalli, è quella dell’individualismo metodologico, ovvero "quell’insieme di postulati che descrivono lo scambio economico come un atto che avviene solo tra individui e non su basi aggregate o collettive". Grazie al processo che abbiamo delineato, la precarietà dilaga tra i giovani che entrano nel mercato del lavoro (dal 1999 sono aumentati di oltre 60 per cento i lavoratori atipici, gli iscritti al fondo Inps dei parasubordinati sono più di 3 milioni), nella pubblica amministrazione (500 mila), nella scuola (dove è stata superata la soglia dei 200 mila precari) e nell’università (ormai gli atenei italiani funzionano grazie al lavoro "nero" di un esercito di 50 mila ricercatori precari). I lavoratori precari italiani sono quattro milioni e mezzo, secondo la Cgil. Senza contare i migranti. Il trasferimento dei diritti del lavoro e della cittadinanza dal piano pubblico-costituzionale alla sfera privata che abbiamo cercato di descrivere, diventa eclatante nel caso della forza-lavoro migrante: oggi la permanenza legale del migrante in Italia è subordinata all’esistenza di un contratto di lavoro. In questo contesto, le contraddizioni sui cui fare leva, secondo Fumagalli sono: la socialità del lavoro contro l’individualità del salario; la spontaneità delle relazioni contro la strumentalità dello scambio di mercato; la partecipazione alla produzione contro la verticalizzazione delle decisioni; la flessiblità del lavoro rispetto alle esigenze della vita contro la flessibilità della vita contro le esigenze del lavoro. Il volume si chiude, significativamente, con una rassegna delle prime, timide e contraddittorie, forme di erogazione di un reddito di cittadinanza, che si stanno sperimentando su base regionale.

Vedi il programma "I percorsi dell’orso"

3.12.06

Don't kill Bruno: programma musicale di dicembre

csabruno@gmail.com
www.globalproject.info
GlobaProject Trento

Live@Bruno_per una socialità che non sia solo happy hour!
Un mese di concerti al piazzale Ex-Zuffo. Sempre all’insegna della buona musica SENZA SIAE e SENZA COPYRIGHT!
Ogni serata che aggiungiamo al programma è un mattone in più per ristrutturare le stanze del centro sociale, ogni persona che aiuta Bruno è energia positiva che attraversa questo spazio occupato, giorno dopo giorno allontaniamo qualunque idea di sgombero. Nessuno alzi il fucile contro Bruno, nessuno provi a sgomberare!

Il CSA apre alle 21.00...

mercoledì 6.12.’06
h. 22.00 5TH SUITE
dj set: breakbeat, electro-funk, dubstep
www.5thsuite.com
www.myspace.com/5thSuite

sabato 9.12.’06
h. 23.00 PEAK NICK
dj set: eclectic eletronic
www.myspace.com/peaknickdj

mercoledì 13.12’06
Musica d’autore Live@Bruno
Ore 22.00 Elisa Amistadi

sabato 16.12.’06
Ska@Bruno
Ore 22.00 Puttaska (Rovereto) & Dolceuchessina (Modena)

mercoledì 20.12.’06
Rock@Bruno
Ore 22.00 Mr Pinkle (Trento) e Nurse (Trento)

venerdì 22.12.’06
"Oaxaca libre" serata in solidarietà con la comunità resistente di Oaxaca (Mexico)
(vedi lo speciale di GlobalProject)

Prima del concerto l’intervento del giornalista e compagno di Città del Messico Matteo Dean (www.matteodean.blogspot.com)

Ore 22.00 live set Balkan Babau (Trieste)

sabato 23.12’06
Ore 21.30 SAD HOUR!!!

Aperitivo sociale per sostenere Bruno:
ristrutturazione, concerti, luce, manifesti, ecc. Paga quello che bevi più del costo normale, partecipa al primo SAD HOUR in città, in questo modo aiuterai Bruno a crescere anche nei mesi più freddi dell’anno…il Centro Sociale non va mai in letargo!

Ore 22.30 Revival 60 @Bruno
Mirco Saltori live

28.11.06

Trento - La guerra continua ad esserci. E il movimento pacifista?

Martedì 28 novembre 2006 - ore 20.30
presso il CSA Bruno, parcheggio ex Zuffo, uscita tang. e A22 Trento centro

In preparazione alla manifestazione del 2 dicembre a Vicenza contro le servitù militari e l’aeroporto Dal Molin parliamo della situazione del movimento pacifista, sia a livello nazionale che trentino.

Ne discutiamo con:

Vilma Mazza (Radio Sherwood - Ass. Ya Basta Padova)
Francesco Pavin (Assemblea cittadina contro la nuova base militare - Vicenza)

primo piano:
Il 2 dicembre tutti a Vicenza. No alla guerra! No alle servitù militari!
Partenza stazione FS di Trento ore 9.45

25.11.06

La guerra c’è, e i pacifisti trentini?

Nel pomeriggio di oggi una quarantina di militanti del CSOA Bruno ha simbolicamente chiuso l’entrata della sede del Forum per la Pace Trentino (un’emanazione del Consiglio provinciale) con uno striscione che riportava "la guerra c’è e i pacifisti?" per segnalare che negli ultimi mesi le assocazioni che lo compongono osservano un prudente silenzio sulla guerra e sul rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero forse per non alterare i già fragili equilibri all’interno del centro sinistra o forse perchè abbagliati dall’idea che un “governo amico” non può essere contestato.
L’iniziativa ha voluto anche riparlare alla città della guerra invitando tutte le persone, che non accettano di rimanere in silenzio di fronte all’orrore quotidiano, ad essere il 28 novembre alle 20.30 al Centro Sociale Bruno per una serata di discussione sulle prossime mobilitazioni contro la guerra e a partecipare il 2 dicembre a Vicenza alla manifestazione per dire NO all’aeroporto militare Dal Molin.

leggi il volantino: "La guerra continua ad esserci. E il movimento pacifista?"
galleria d’immagini
vedi l’appuntamento del 28 novembre al CSA Bruno

23.11.06

dal Trentino del 23.11.'06: «La Provincia non combatte il lavoro nero»

Nel primo incontro della serie organizzata da Aps Officina Sociale una prima analisi sul fenomeno del caporalato in Trentino
L’accusa di Rapanà: «Ma anche i sindacati sono in grave ritardo»
Svetlana Turella: «Legare il permesso di soggiorno alla durata del lavoro rende più debole lo straniero»

TRENTO. Il Trentino non sarà come la Puglia ma per Antonio Rapanà, dell’ufficio stranieri della Cgil, «qui non si è fatto abbastanza per gli immigrati». Di più. «La Provincia è in gravissimo ritardo sia sulle politiche di accoglienza che nel combattere il lavoro nero. Non ha progetti nonostante vengano spesi molti soldi». Ma il sindacalista non si chiama fuori. «Anche i sindacati hanno le loro responsabilità. Si è perso il controllo dell’organizzazione del lavoro nelle sue trasformazioni». La serata è di quelle inaugurali. Al centro sociale autogestito “Bruno” del piazzale ex Zuffo prende il via un ciclo di incontri su questioni scottanti: “I percorsi dell’orso”.

E si inizia, promosso da Aps Officina sociale, con la “mela marcia” sui recenti casi di caporalato in Trentino. Invitato, insieme a Rapanà e all’avvocato Svetlana Turella del foro di Rovereto, era Fabrizio Gatti dell’Espresso, autore di molte inchieste sugli immigrati e l’immigrazione. Ultima in ordine di tempo quella pubblicata a settembre sul settimanale: una settimana con i raccoglitori di pomodori in Puglia, tra caporali e padroni spietati. Il giornalista non è riuscito a partecipare ma radio Sherwood lo ha sentito e l’intervista ha preceduto gli interventi del sindacalista e dell’avvocato. «Insomma abbiamo scoperto che il caporalato c’è anche in Trentino» afferma. E continua: «E sì che pochi giorni dopo l’uscita del reportage alcuni vostri imprenditori avevano detto che lì da voi è tutto a posto». Gatti paragona l’Italia al Sudafrica dell’apartheid. «Come là per i neri, considerati stranieri, anche qui l’immigrato che perde il lavoro viene espulso. Ci vuole un movimento di pensiero per dire forte che il diritto di cittadinanza è il diritto ad esistere. Tutte le persone che vivono in Italia hanno diritto alla loro dignità. Per questo va fatto un intervento strutturale sulla legge Bossi-Fini». «Sono sconcertato - aggiunge Rapanà - per lo scalpore causato dai recenti casi di caporalato in Trentino. Non c’è proprio nulla di cui stupirsi perché lo si sapeva. Le violenze sono più diffuse di quanto si possa pensare. Qualche esempio? In un ristorante di Trento un vicecuoco voleva andarsene in ferie. Ok gli ha detto il ristoratore ma ti trovi un sostituto e te lo paghi. So poi di uno straniero che aveva delle bancarelle a Trento e Rovereto. Ha chiuso l’attività e fa il caporale, a 5000 euro a botta». «Legare il permesso di soggiorno alla durata del lavoro, come previsto dalla legge - ha affermato Svetlana Turella - rende lo straniero ancora più debole. Non è pensabile che si vada avanti così anche perché la discrezionalità delle questure sui rinnovi è assai ampia. Denunciare le proprie condizioni di sfruttamento, come sta avvenendo adesso a Rovereto dopo che sono scoppiati i casi di caporalato, può portare all’espulsione perché non c’è una legge che tuteli queste situazioni. In questo caso penso che si vada verso una concessione di “permessi di attesa all’occupazione”. Adesso c’è un disegno di legge governativo che però deve fare tutto il suo iter». «E’ necessario - conclude Rapanà - che i permessi di soggiorno abbiano una durata maggiore, che non siano legati al lavoro e che al centro ci sia la lotta al sommerso. Sinceramente, però, non sono ottimista».

20.11.06

I percosi dell'orso (tra migranti, guerra e precarietà)

C'è un orso ribelle, che detesta i confini e le gabbie perché ama la libertà.
E' Bruno, un orso metropolitano che si spinge fino "a valle" guidato dalla voglia di conoscere e trasformare l'ambiente che lo circonda.
Bruno insegue le tracce sporche dello sfruttamento e dell'ingiustizia, alla ricerca di luoghi che sappiano produrre nuove alternative di vita.
I percorsi di Bruno sono le orme di un movimento che dice no alle guerre e alle ingiustizie sociali, che è sempre vicino agli ultimi e agli invisibili, che denuncia le devastazioni ambientali, che libera cultura e conoscenze, che si interroga, discute e, soprattutto agisce, creando pratiche disobbedienti e conflittuali.
E' da queste basi che nascono i "percorsi dell'orso": parole che producono azioni, azioni che producono parole.

Lunedì 20 novembre 2006_ore 20.30 (a cura di Aps Officina Sociale)

Mela marcia
Sfruttamento dei lavoratori migranti nel lavoro stagionale di raccolta delle mele

Ne parliamo con:
- Aps Officina Sociale
- Antonio Rapanà (Ufficio stranieri Cgil del Trentino)
- Svetlana Turella (avvocatessa del Foro di Rovereto)
Introdurrà il dibattito una riflessione di Fabrizio Gatti, giornalista dell'Espresso, autore del reportage sulla raccolta dei pomodori in Puglia.

primo piano:
Immigrati sfruttati nella raccolta mele
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next:

Martedì 28 novembre 2006_ore 20.30
La guerra continua a esserci, e il movimento pacifista?
In preparazione alla manifestazione del 2 dicembre a Vicenza contro le servitù militari e contro la guerra

Ne parliamo con:
- Vilma Mazza (Associazione YaBasta - Padova)
- Francesco Pavin (Assemblea cittadina contro la nuova base militare - Vicenza)

primo piano:
Appello per una manifestazione nazionale contro le servitù militari e la guerra ---------------------------------------------------------------------------------------

Giovedì 7 dicembre 2006_ore 20.30

"Lavoro. Vecchio e nuovo sfruttamento"
ed. Punto rosso - Carta, 212 pagine
Presentazione del nuovo libro di Andrea Fumagalli.
Sarà presente l'autore